E se a proclamare la sua l’indipendenza fosse il Popolo Siciliano?

Ieri il governo Prodi (ricordiamo uscente perché sfiduciato) ha riconosciuto l’esistenza del Kossovo precisando - il nostro premier – che «Il riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo  non toglie nulla alla Serbia con la quale l’Italia continua e continuerà ad avere sempre un rapporto di amicizia e affetto». 

E se a chiedere l’indipendenza fosse il popolo Siciliano? Popolo che é Nazione da centinaia di anni, la cui identità é stata umiliata e sostanzialmente cancellata  nel corso degli ultimi 147 anni da quelli che un tempo furono i colonizzatori di questa splendita Isola. Tutti i Siciliani, quelli orgogliosi di esserlo e quelli che questo orgoglio l’hanno sopito, la cui storia é mistificata oltre l’immaginabile, devono avere il coraggio di ritrovare l’unita che in passato ha permesso loro di essere il Popolo della Nazione Siciliana.In quel caso, il governo di Roma userà le stesse parole di miele verso il Popolo Siciliano utilizzate oggi nei confronti del Popolo Kossovaro?

AnTuDo

4 comments Febbraio 22, 2008

In Sicilia se non sei mafioso allora sei onesto? Io, siciliano dico di no!

In questi giorni, le prime pagine di molti quotidiani italiani hanno riportato la notizia della condanna a cinque (dico 5) ANNI DI RECLUSIONE e interdizione dai pubblici uffici per il governatore della Sicilia, esponente dell’Udc,  Salvatore Cuffaro per favoreggiamento e rivelazione di notizie riservate su indagini antimafia nel processo alle cosiddette talpe della DIA di Palermo.Il condannato si é sentito sollevato perché é caduta l’accusa di “favoreggiamento aggravato”.

 E che significa? Che quindi la condanna non ha alcun valore? Che quindi non é colpevole di alcunché? Forse in Sicilia se non sei legato o colluso con la mafia allora sei un uomo onesto? I siciliani dicono di no! per questo chiedono le dimissioni del presidente della Regione Siciliana

Vorrei focalizzare l’attenzione su una riflessione a cui inevitabilmente mi porta questa vicenda.

A mio modesto avviso quando si parla di politica, la questione non può essere ricondotta solo all’ambito
 giuridico. In uno stato di diritto che deve tutelare una società civile evoluta, per (continuare a) fare il politico non può bastare la fedina penale pulita. Occorre una condotta etica e morale irreprensibile. La questione politica deve essere allargata ai suoi aspetti etici, morali, di sensibilità sociali e culturali. Per fare un esempio, se é vero che tradire la propria moglie non é un reato penale, tuttavia é vero che dal quel punto di vista un comportamento di questo tipo possa essere giudicato eticamente, moralmente e socialmente, inappropriato dalla comunità (la moglie, la famiglia in senso lato) e quindi non accettatato…… 

Devo dire che  mi viene difficile immaginare che in Germania, Inghilterra,  Olanda, Svezia, Danimarca – per citare le società civili piu evolute in Europa – sia possibile lasciare IL MANDATO di governare un popolo a chiunque sia rinviato a giudizio per reati penali o peggio ancora condannato penalmente con sentenze ancorché non di ultimo grado.

E` necessaria una nuova cultura intesa come insieme delle identità, valori, conoscenze, idee, opinioni, principi etici, che magari richiederà parecchio tempo per formarsi ma sono certo che quando questo succederà, le persone che avranno posto in essere certi tipi di comportamenti saranno immediatamente « emarginati » dalla società civile o richiamati a comportamenti consoni al vivere civile e non più difesi come spesso capita perché non « ancora » condannati giudizialmente in via definitiva o ancora peggio condannati in primo grado per reati penali.
 

A sostegno di queste considerazioni vorrei proporvi quanto detto da Paolo Borsellino ad un incontro con gli studenti dell’Istituto Tecnico Professionale di Bassano del Grappa nel lontano 26 Gennaio 1989 poco piu di 3 anni prima della sua morte  (incredibile sono passati quasi 20 e purtroppo pochissime cose sono cambiate) :
 

« L’equivoco su cui spesso si gioca è questo: quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato quindi quel politico è un uomo onesto. E no, questo discorso non va perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire, beh, ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest’uomo è mafioso. Però siccome dalle indagini sono emersi altri fatti del genere altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia, dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perchè ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: questo tizio non è mai stato condannato quindi è un uomo onesto. Ma, dimmi un po, tu non ne conosci gente che é disonesta ma non é mai stata condannata perché non ci sono le prove per condannarlo pero c’é il grosso sospetto che dovrebbe quantomeno indurre soprattutto i partiti politici a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti anche se non costituenti reati. »

Nel frattempo su internet ci si organizza. Sono online delle raccolta firme per chiedere le dimissioni del presidente della Regione Siciliana. Saranno magari poco utili da un punto di vista giuridico ma hanno una forte valenza simbolica, immaginate se milioni di Siciliani al di qua o al di la del faro li firmassero. quindi coraggio! vi invito a firmarli.

http://www.petitiononline.com/cuffaro1/petition.html

http://www.petitiononline.com/d1i2m3i4/petition.html

http://www.firmiamo.it/cuffaroacasa 

Add comment Gennaio 21, 2008

Lo sapevate che la “monnezza” campana….arriva dal Nord!!!

In molti giornali stranieri se ne parla e  si sottolineano molti aspetti che nella stampa nostrana passano in secondo o terzo piano. Chi avrà ragione? a voi l’ardua sentenza:

“In più, la polizia sostiene che la Camorra scarica a Napoli camion e camion di rifiuti dalle industrie del nord Italia a prezzi più bassi della competizione legale, aggiungendoli al cumulo di rifiuti”.
8 gennaio 2008 – The Telegraph (Gran Bretagna)

“La camorra ha esacerbato il problema smaltendo illegalmente i rifiuti industriali provenienti dal nord Italia nei siti del meridione”.
8 gennaio 2008 – Somalinews (Somalia)

“Gli inquirenti dicono che la camorra paga i camionisti per raccogliere i rifiuti industriali di aziende nel nord Italia a prezzi più bassi di quelli possibili nel mercato legale”.
8 gennaio 2008 – Macau Daily Times (Cina)

“Eliminando la competizione con offerte sottocosto e stravolgendo le procedure di sicurezza, l’ecomafia manda rifiuti indutriali dal nord e li scarica illegalmente nelle aree attorno a Napoli in un giro d’affari che l’ambientalista Raffaele Del Giudice dice raggiunga un valore di crca 2,5 miliardi di euro all’anno”.
9 gennaio 2008 – IOL News for South Africa (Sud Africa)

“Aziende gestite dalla camorra vincono in genere i contratti per lo smaltimento dei rifiuti delle industrie del nord Italia eliminando la competizione con offerte sottocosto, quindi lo smaltiscono illegalmente e senza trattamento nei fiumi e nelle discariche campane”.
9 gennaio 2008 – Fox News (USA)

“La camorra ha riempito le discariche, non solo con rifiuti urbani ma anche con rifiuti industriali trasportati da tutta l’Italia”.
9 gennaio 2008 – Reuters (USA)

“Molte discariche in Campania sono controllate dalla camorra, che fa ottimi affari stravolgendo le procedure di trattamento dei rifiuti e scaricando rifiuti industriali provenienti dal nord”.
10 gennaio 2008 – Sydney Morning Herald (Australia)

“«Un quarto dei rifiuti tossici ed industriali prodotti nel nord Italia è spedito a sud attraverso aziende del nord con legami con la Camorra», ha aggiunto Raffaele Del Giudice, un altro attivista di Legambiente”.
10 gennaio 2008 – National Post (Canada)

“Molte discariche in Campania sono controllate dalla camorra, che fa ottimi affari stravolgendo le procedure di trattamento dei rifiuti e scaricando rifiuti industriali provenienti dal nord”.
11 gennaio 2008 – AFP Agence France Press (Francia)

“Eliminando gli operatori legali con offerte sottocosto, le gang hanno preso controllo di discariche come quella di Pianura. Le gang controllano anche lo smaltimento di rifiuti ed usano i siti che gestiscono per smaltire non solo i rifiuti urbani napoletani ma anche, e questo è il fatto cruciale, i rifiuti tossici industriali provenienti da lontano”.
11 gennaio 2008 – The Independent (Gran Bretagna)

da il nostro amico l’abate Vella: www.ilconsiglio.blogspot.com

2 comments Gennaio 14, 2008

Volete conoscere le vostre malattie future? oggi é possibile

Da qualche settimana la società americana 23andMe propone un test a 999 dollari che permette di conoscere i rischi di sviluppare delle malattie delle quali potrebbe essere portatore il cliente richiedente. 

Il test non é altro che un’analisi genetica che permette di scoprire in che modo i geni del cliente possono influenzare le probabilità di sviluppare malattie e condizioni fisiche e di salute. Trattandosi di dati molto confidenziali, l’accesso avviene attraverso un sistema protetto on line. I risultati ovviamente per rispetto della privacy non sono rivendute a terzi interessati (società di assicurazioni o multinazionali ?).

In tanti sollevano delle questioni etiche rispetto ad analisi di questo tipo dovute all’impatto psicologico che potrebbero avere sull’individuo a seguito della scoperta di malattie o altre patologie che potrebbe sviluppare. Ad ogni modo per i minori 23andMe non effettua nessuna ricerca per certe malattie incurabili.
 La società, lanciata da Anne Wojcicki moglie di uno dei fondatori di Google, offre i suoi servizi via internet e da  quando i costi sono cominciati a scendere c’é stato un aumento vertiginoso delle richieste.

Add comment Dicembre 20, 2007

Ecco perché stò con gli autotrasportatori

Perché quando sono i giornalisti, i ferrotranvieri, i controllori di volo, i metalmeccanici, gli edili, e tutte le altre categorie di lavoratori e del pubblico impiego a scioperare, tutti plaudono alle iniziative? Perché in questo caso non va bene?  

Ma avete letto le motivazioni di questo sciopero? Sapete bene quali sono i costi operativi che gli autotrasportatori devono sostenere. Ebbene sono fuori controllo. il prezzo alla pompa del gasolio è arrivato ad 1,34 euro, le assicurazioni sono aumentate, il pedaggio autostradale é aumentato, i costi di manutenzione sono aumentati, il costo del denaro (vedi leasing operativo per l’acquisto dei Tir) é aumentato, e tutti gli altri costi per essere in “regola” con la legge sono aumentati. A fronte di questi aumenti, gli autotrasportatori non hanno potuto trasferire un solo centesimo ai committenti e quindi la stragrande maggioranza delle aziende sono in grande difficoltà economico finanziaria.  

E i governi cosa fanno? Interventi? neanche l’ombra…si guardano allo specchio, si truccano,  un pò di lifting, cambiano l’anagrafe ai loro partiti per essere più attraenti, discutono di vassallum come se fosse una medicina…  

Sapete invece cosa penso?  Gli autotrasportatori non dovrebbero essere lasciati soli in questa battaglia, dovrebbero essere accompagnati dagli agricoltori, dai precari, dagli insegnanti, dai neo laureati, dagli operai e da tutti gli italiani onesti e desiderosi di una sola cosa: lavorare per realizzare i propri sogni e i propri desideri e non per la mera sopravvivenza.   

Mi rendo sempre più conto che purtroppo le parole, le concertazioni, i blog, gli editoriali sui giornali, le petizioni non bastano più in Italia, siamo sull’orlo del fallimento e pochi se ne rendono conto e allora ben vengano queste situazioni di rottura, queste prese di posizioni forti, occorre ribellarsi come stanno facendo loro, lottare, rivendicare i diritti che uno stato civile ha garantito nella sua costituzione; e pazienza se per qualche mese dovremmo veramente soffrire, ma sarà per un futuro migliore. In fin dei conti anche quando ci obbligarono ad entrare 2 volte in guerra riuscimmo a risollevarci.

1 comment Dicembre 12, 2007

Gli italiani e la corruzione

Ieri 9 dicembre é stata la giornata mondiale contro la corruzione… ma quasi nessun media ne ha parlato, forse non interessa nessuno? Beh allora ne parlo un pò io. 

La corruzione è, in senso generico, la condotta propria del pubblico ufficiale che riceve, per sé o per altri, denaro od altre utilità che non gli sono dovute. (Fonte Wikipedia). 

Secondo uno studio dell’Organizzazione Internazionale contro la corruzione “Transparency International” resa pubblica lo scorso fine settimana www.transparency.org),  il 5% degli Europei residenti nei 22 paesi intervistati ha dichiarato di aver corrotto un pubblico ufficiale, cioé di aver pagato per ottenere un servizio, normalmente gratuito, o influenzare questo servizio (per esempio la giustizia, la pubblica amministrazione ecc).  

In Francia 1% degli intervistati ha risposto nella stessa maniera, 2% nel Regno Unito e nei Paesi Bassi . Agli Italiani purtroppo questa domanda non é stata posta. Sarebbe stato interessante saperne un pò di piu circa la loro esperienza.

Il paese Europeo con la percentuale più alta é la Romania (33%). Il paese nel mondo con il piu alto livello di corruzione secondo questo sondaggio é il Camerun con 79%. 

Di pari verso, la visione della società si degrada  tra gli intervistati.

Gli Italiani intervistati si sono espressi su altri punti, infatti  ritengono che i partiti politici sono le istituzioni più toccate dalla corruzione (4.2 punti su 5), seguiti dai parlamenti (3.7 punti su 5) e  dal settore privato; chiudono il sistema educativo e gli ONG considerate non facilmente corruttibili.

Infine, il 70% degli italiani intervistati pensa che le azioni poste in essere dal governo per la lotta contro la corruzione sono inefficaci (media Europea 60%) e quindi,  secondo il 61% degli italiani intervistati, nel corso dei prossimi 3 anni la corruzione aumenterà (media europea del 58%). Insomma, basta semplicemente intelleggere fra questi numeri per arrivare ad una conclusione semplice semplice: gli italiani non hanno nessuna fiducia in questa classe dirigente politica, incapace di dare delle risposte serie e concrete nell’ambito della legalità. Sono stufi, non ne possono più. 

Chiudo con una affermazione del presidente dell’organizzazione “transparency International” Huguette Labelle che condivido pienamente: 

“É necessario trasformare le promesse in azioni affinché gli sforzi nella lotta contro la corruzione abbiano un impatto sulla vita quotidiana dei cittadini. I governi sono gli anelli essenziali nell’impegno alla lotta anti-corruzione. Ma non sono i soli a dover assumere questa responsabilità. Ci attendiamo ugualmente un’azione concertata da parte della società civile e del settore pubblico”.

Add comment Dicembre 10, 2007


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