Ecco perché stò con gli autotrasportatori
Dicembre 12, 2007
Perché quando sono i giornalisti, i ferrotranvieri, i controllori di volo, i metalmeccanici, gli edili, e tutte le altre categorie di lavoratori e del pubblico impiego a scioperare, tutti plaudono alle iniziative? Perché in questo caso non va bene?
Ma avete letto le motivazioni di questo sciopero? Sapete bene quali sono i costi operativi che gli autotrasportatori devono sostenere. Ebbene sono fuori controllo. il prezzo alla pompa del gasolio è arrivato ad 1,34 euro, le assicurazioni sono aumentate, il pedaggio autostradale é aumentato, i costi di manutenzione sono aumentati, il costo del denaro (vedi leasing operativo per l’acquisto dei Tir) é aumentato, e tutti gli altri costi per essere in “regola” con la legge sono aumentati. A fronte di questi aumenti, gli autotrasportatori non hanno potuto trasferire un solo centesimo ai committenti e quindi la stragrande maggioranza delle aziende sono in grande difficoltà economico finanziaria.
E i governi cosa fanno? Interventi? neanche l’ombra…si guardano allo specchio, si truccano, un pò di lifting, cambiano l’anagrafe ai loro partiti per essere più attraenti, discutono di vassallum come se fosse una medicina…
Sapete invece cosa penso? Gli autotrasportatori non dovrebbero essere lasciati soli in questa battaglia, dovrebbero essere accompagnati dagli agricoltori, dai precari, dagli insegnanti, dai neo laureati, dagli operai e da tutti gli italiani onesti e desiderosi di una sola cosa: lavorare per realizzare i propri sogni e i propri desideri e non per la mera sopravvivenza.
Mi rendo sempre più conto che purtroppo le parole, le concertazioni, i blog, gli editoriali sui giornali, le petizioni non bastano più in Italia, siamo sull’orlo del fallimento e pochi se ne rendono conto e allora ben vengano queste situazioni di rottura, queste prese di posizioni forti, occorre ribellarsi come stanno facendo loro, lottare, rivendicare i diritti che uno stato civile ha garantito nella sua costituzione; e pazienza se per qualche mese dovremmo veramente soffrire, ma sarà per un futuro migliore. In fin dei conti anche quando ci obbligarono ad entrare 2 volte in guerra riuscimmo a risollevarci.
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1.
Abate Vella | Dicembre 19, 2007 at 4:05 pm
Caro amico,
per la Sicilia dobbiamo combattere e non c’è arma più tagliente della parola.
Fare capire alla gente la verità sulla colonizzazione a cui siamo soggetti è il primo passo per liberarla.
Sul blog Il Consiglio (www.ilconsiglio.blogspot.com) troverai molte idee ed una serie di link verso siti che lottano per gli stessi ideali.
Ognuno con le sue idee e le sue priorità, ma su una cosa non si discute: la Sicilia prima di tutto!
A presto!