In Sicilia se non sei mafioso allora sei onesto? Io, siciliano dico di no!
Gennaio 21, 2008
In questi giorni, le prime pagine di molti quotidiani italiani hanno riportato la notizia della condanna a cinque (dico 5) ANNI DI RECLUSIONE e interdizione dai pubblici uffici per il governatore della Sicilia, esponente dell’Udc, Salvatore Cuffaro per favoreggiamento e rivelazione di notizie riservate su indagini antimafia nel processo alle cosiddette talpe della DIA di Palermo.Il condannato si é sentito sollevato perché é caduta l’accusa di “favoreggiamento aggravato”.
E che significa? Che quindi la condanna non ha alcun valore? Che quindi non é colpevole di alcunché? Forse in Sicilia se non sei legato o colluso con la mafia allora sei un uomo onesto? I siciliani dicono di no! per questo chiedono le dimissioni del presidente della Regione Siciliana
Vorrei focalizzare l’attenzione su una riflessione a cui inevitabilmente mi porta questa vicenda.
A mio modesto avviso quando si parla di politica, la questione non può essere ricondotta solo all’ambito giuridico. In uno stato di diritto che deve tutelare una società civile evoluta, per (continuare a) fare il politico non può bastare la fedina penale pulita. Occorre una condotta etica e morale irreprensibile. La questione politica deve essere allargata ai suoi aspetti etici, morali, di sensibilità sociali e culturali. Per fare un esempio, se é vero che tradire la propria moglie non é un reato penale, tuttavia é vero che dal quel punto di vista un comportamento di questo tipo possa essere giudicato eticamente, moralmente e socialmente, inappropriato dalla comunità (la moglie, la famiglia in senso lato) e quindi non accettatato……
Devo dire che mi viene difficile immaginare che in Germania, Inghilterra, Olanda, Svezia, Danimarca – per citare le società civili piu evolute in Europa – sia possibile lasciare IL MANDATO di governare un popolo a chiunque sia rinviato a giudizio per reati penali o peggio ancora condannato penalmente con sentenze ancorché non di ultimo grado.
E` necessaria una nuova cultura intesa come insieme delle identità, valori, conoscenze, idee, opinioni, principi etici, che magari richiederà parecchio tempo per formarsi ma sono certo che quando questo succederà, le persone che avranno posto in essere certi tipi di comportamenti saranno immediatamente « emarginati » dalla società civile o richiamati a comportamenti consoni al vivere civile e non più difesi come spesso capita perché non « ancora » condannati giudizialmente in via definitiva o ancora peggio condannati in primo grado per reati penali.
A sostegno di queste considerazioni vorrei proporvi quanto detto da Paolo Borsellino ad un incontro con gli studenti dell’Istituto Tecnico Professionale di Bassano del Grappa nel lontano 26 Gennaio 1989 poco piu di 3 anni prima della sua morte (incredibile sono passati quasi 20 e purtroppo pochissime cose sono cambiate) :
« L’equivoco su cui spesso si gioca è questo: quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato quindi quel politico è un uomo onesto. E no, questo discorso non va perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire, beh, ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest’uomo è mafioso. Però siccome dalle indagini sono emersi altri fatti del genere altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia, dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perchè ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: questo tizio non è mai stato condannato quindi è un uomo onesto. Ma, dimmi un po, tu non ne conosci gente che é disonesta ma non é mai stata condannata perché non ci sono le prove per condannarlo pero c’é il grosso sospetto che dovrebbe quantomeno indurre soprattutto i partiti politici a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti anche se non costituenti reati. »
Nel frattempo su internet ci si organizza. Sono online delle raccolta firme per chiedere le dimissioni del presidente della Regione Siciliana. Saranno magari poco utili da un punto di vista giuridico ma hanno una forte valenza simbolica, immaginate se milioni di Siciliani al di qua o al di la del faro li firmassero. quindi coraggio! vi invito a firmarli.
http://www.petitiononline.com/cuffaro1/petition.html
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